venerdì 9 ottobre 2009

Una nobile vocazione



di Francesco Capalbo

Il 6 luglio pubblicammo un post dal titolo: “Il monsignore con il sigaro” su don Peppino Cauterucci, parroco di San Sosti per oltre quarant’anni. Nella foto utilizzata a corredo dell’articolo, è possibile scorgere anche il vescovo di allora ed altre persone di San Sosti. Essa fu scattata nella zona del Calvario, proprio in prossimità del primo asilo delle suore Piccole Operaie dei Sacri Cuori e ritrae una torma sbalordita, ma ordinata di bambine e bambini ciondolanti, che si tengono per mano e che indossano grembiulini tutti uguali con due strisce verticali od orizzontali. Chiude il gruppo un signore che porta un cappello da antico prevosto: è don Ciccio Malfona. L’articolo che segue, comparso sul giornale settimanale cosentino “la Lotta” il 29 luglio del 1899, descrive i festeggiamenti che seguirono alla sua ordinazione sacerdotale. L’autore del brano si firmò solo con le iniziali F.G., ma ha il merito di tramandarci pulviscoli di una memoria che ritenevamo perduta per sempre e che il blog Mille storie, mille memorie ha invece recuperato ed ha il piacere di divulgare tramite il web.



DALLA PROVINCIA

San Sosti, 26 luglio 1899

(F.G.) Con una splendida e simpatica festa ogni ceto di S.Sosti ha celebrato in questa ultima settimana l’assunzione al sacerdozio del giovine Ciccio Malfona, un prete, che quantunque appartenente ad una delle più distinte famiglie del paese, fuggendo dalle seduzioni mondane, ed innamorato delle sublimi virtù del sacerdozio, ha voluto e saputo raggiungere la meta sospirata.
In mille modi, l’uno sempre meno…pulito dell’altro, la vocazione generosa del giovane chierico fu ostacolata da…preti e scagnozzi; ma la macchina d’infamia, montata dagli emeriti sostenitori dei sistemi di don Basilio, andò miseramente ad infrangersi contro il piedistallo granitico, su cui si aderge sublime la figura dello eccellentissimo Vescovo di San Marco e Bisognano, Monsignor Ricotta, un prelato di polso e di mente, che sa vedere coi propri occhi, e giudicare col proprio cervello. Per tutti questo, oltre che per la stima e la simpatia di cui San Sosti circonda casa Malfona, i sansostesi, amanti di verità e giustizia, han battuto con effusione le mani e gridato evviva al nuovo sacerdote.
Dalla stazione ferroviaria, dove scese martedì scorso, reduce da Foggia , luogo della consacrazione, una folla d amici accompagnò Ciccio Malfona fino a San Sosti, folla che man mano crescendo, come la comitiva si avvicinava al paese diventata infine una vera moltitudine imponente , invase la casa del novello unto e le vie circostanti, mentre sopra di essa correva come un fremito il saluto del benvenuto per cento anni.
Domenica, 23, al braccio di suo zio il Barone Del Bianco, seguito dalla parte più eletta del paese, il nuovo Sacerdote si recò nella parrocchiale chiesa di Santa Caterina, a celebrare la sua prima messa solenne.
Notai tra le intervenute, oltre la famiglia Malfona, la signora Migaldi e signora Marinetta, Migaldi – Giordanelli, la signora Peppina Coscarelli, la signora Felicetti Grandoni - Malfona, la signorina Grandoni ecc.
Pronunziò un vibrato ed eloquente discorso il Rev. Don Peppino Cauterucci, Cappellano del Pettoruto e Delegato Vescovile, un giovane prete, che con la parola calda ed affascinante, il dire purgato e l’efficacia degli argomenti, lontani dai soliti luoghi comuni, mostra a vista la stoffa del vero oratore.
Dopo la cerimonia religiosa, i parenti, gli gl’intimi gli amici di casa Malfona si riunirono a pranzo di trenta coperti.
Fece gli onori di casa la signora Clorinda Malfona - Tucci, cui inondava il volto di letizia ineffabile il trionfo sospirato del figliuolo diletto. Fra gli invitati il Barone Campolongo, il rev. Don Giuseppe Cauterucci, Delegato Vescovile, il Sindaco Salerno, il Parroco Lancellotti, il Dott. Desimone, il Rev. Teologo Panebianco, il Rev. D.Pasquale Guaglianone, l’Avv. Guaglianone, il Dott. Grandoni, i signori Giordanelli, La Cava, Coscarelli, Migaldi ecc.
Alla frutta brindarono applauditi Cauterucci, Guaglianone, Grandoni, l’avv. Guaglianone, il Dott. Panebianco, il Parroco Lancellotti. A tutti rispose , commosso , il festeggiato novello sacerdote, ringraziando degli auguri e della indimenticabile manifestazione di affetto cui era stato fatto segno, e chiudendo la magnifica festa con l’esprimere i sensi della sua filiale gratitudine verso il padre venerato, al cui aiuto ed ai cui insegnamenti e consigli egli deve la sua posizione ed il suo trionfo.

La Lotta, 29 luglio 1899


© 2009 Francesco Capalbo


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