domenica 8 febbraio 2015

Il bello e ... il brutto

Il bello

di Francesco Capalbo
 La Calabria spesso appare come un enorme spiazzo di battaglia.
Sopra di esso, in ogni città, in ogni  paese e in ogni sua frazione si combatte quotidianamente una cruenta, estenuante, irrisolvibile  gara di tiro alla fune.
Da un capo della fune c’è  l’onesto, il presentabile, il bello; dall'altro l’appressato, l’inguardabile … il brutto.
il brutto
Nel vicinato  in cui sono nato molteplici sono i tentativi intrapresi dai suoi abitanti per sottrarlo al degrado e all'abbandono.
 Da  una parte della fune ci sono, solo per citare un esempio, Maria e Raffaele che hanno ristrutturato la loro casa con le loro mani, incastonando ogni pietra con abilità da muratori consumati . Avendo compreso  che “costruire altrove” è la metafora di una modernità spaccona e tamarra,  con il loro restauro hanno tramutato il modesto in bello.
Dall’altra parte  della fune  il brutto però esibisce i suoi strappi belluini: la società che sovraintende ai lavori per la rete del metano di San Sosti ha scaraventato sulle pietre del muretto del Bergo un corpo alieno trasformando il decoroso in deforme
Nessuno a tutt’oggi è intervenuto!
Quelli che dovrebbero porsi come arbitri  nello scontro tra il bello ed il brutto, per interesse o per viltà, parteggiano per quest’ultimo e finanche lo proteggono.


© 2009 francescocapalbo.blogspot.com

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